L’arte scenica indiana non divide il teatro dalla danza, dalla musica, dal canto… perciò ognuno di noi può trovare al suo interno una predilezione, un talento da coltivare.

Per questo le proposte di studio possono essere variegate, e dipendono da desideri e aspirazioni dei partecipanti. Eccone alcune.

 

                           ANIMAZIONE DI DANZA TEATRO DELL’INDIA PER BAMBINI

Piccoli dèi

Piccoli dèi

La danza classica indiana stile Bharata Natyam offre moltissimi stimoli alla fisicità dei bambini e alla loro fervida immaginazione.

IL RITMO: I bambini ne sono colmi, trovano divertente la vitalità dei diversi ritmi proposti e nello stesso tempo utilizzano la grande energia che possiedono.
I PIEDI: Il fatto di poter battere i piedi per terra è per i bambini molto soddisfacente. Per una volta non verrà considerato un capriccio, ma una vera e propria danza a tempo di musica.
LE MANI E IL VOLTO: Con i gesti delle mani e le espressioni del viso si possono rappresentare sia oggetti concreti che stati d’animo, e questo può aiutare il bambino a esprimere in completa sicurezza quello che prova ma non sa dire.
IL MIMO: rappresentare i vari caratteri dei giovani personaggi celesti presenti nelle favole indiane, (il pigro intelligente, il dispettoso amabile, il vivace tutto azione …), serve ai bambini per identificare sé stessi e gli altri in allegria e leggerezza, vivendo in prima persona le avventure di quegli affascinanti piccoli “supereroi” dai poteri magici.

E’ aperto sia a femmine che a maschi a partire dai 6 anni.

 

                                                                             NAVARASA

                                              Laboratorio teatrale di espressività indiana

Vignetta di Veena da Nartaki

Vignetta di Veena

I ” Nava Rasa ” sono i 9 sentimenti principali così come sono stati concepiti negli antichi trattati d’arte indiana. Tutti gli studiosi occidentale concordano sulla difficoltà di tradurre in modo soddisfacente il termine “Rasa” ritenendolo inesprimibile, dal momento che attiene alla misteriosa interiorità umana. Teatralmente parlando sono “sapori”, moti e stati dell’animo che permeano e danno forma concreta alla rappresentazione, evocando e coinvolgendo sia l’attore che lo spettatore in una esperienza comune d’immaginazione e di appagamento emotivo ed estetico.
Nell’ambito del teatro indiano il significato ordinario di
“realismo” non trova posto, dal momento che lo scopo principale per cui si rappresenta è un intenso piacere estetico che dipende anche dall’uso dell’immaginazione personale dello spettatore.
Il Laboratorio prevede per 4 weekend

Lo studio di ogni Rasa in coppia con quello che viene considerato il suo corrispondente antagonista:

SRINGARA – AMORE
HASYA – UMORISMO

KARUNA – TRISTEZZA
RAUDRA – RABBIA

ADBHUTA – MERAVIGLIA
BIBHATSA – DISGUSTO

VIRA – CORAGGIO
BHAYANAKA – PAURA

– lo studio delle caratteristiche di ciascun Rasa

– un approccio alla sua rappresentazione secondo i codici stilizzati dell’Estetica Indiana

– momenti di improvvisazione e ricerca, individuale e collettiva, per un confronto fra le diverse modalitàespressive d’Oriente e d’occidente

– Il gesto Neutro: la mano della bellezza

– Il gesto Espressivo: la mano del sentimento

 

                                                                                 SHAKTI

                           Tre incontri con la Dea nei simboli della danza sacra indiana

Yaminiji

Yaminiji

Nella danza rituale indiana, la gestualità delle mani (mudra) e le diverse espressioni degli occhi hanno la funzione non solo d’esternare i sentimenti, ma anche di canalizzare le energie sottili e di evocare le forme con le quali le divinità si manifestano agli esseri umani.

In questi tre seminari sarà possibile conoscere il simbolismo delle tre più importanti divinità femminili, da un lato attraverso i gesti che le rappresentano nella danza sacra indiana (stile Bharata Natyam); dall’altro, interiorizzandone le posture attraverso il corpo.

Il primo incontro sarà dedicato alla dea Saraswati, signora della Conoscenza, patrona delle arti, della musica e della parola.

Il secondo incontro sarà dedicato alla dea Lakshmi, colei che porta in dono bellezza, abbondanza e gioia di vivere.

Il terzo incontro sarà dedicato alla dea Parvati, la grande yogini per amore.

 

                                                           I MUDRA, SIGILLI GESTUALI

Fiore di Loto

Fiore di Loto

 “Dove va la mano va lo sguardo, dove lo sguardo va la mente segue, dove va la mente segue l’emozione, e solo allora avrai cuore, e trascendenza”

Con “Mudra”, che letteralmente significa “sigillo”, s’intende un gesto stilizzato delle mani che rinforza il potere della parola, la concentrazione del pensiero, la risolutezza interiore.
In India i gesti delle mani vengono usati in tre modi:

Nelle pratiche religiose, dove conferiscono potenza ai gesti sacri e rituali

Nello yoga, dove, insieme al controllo delle posizioni e del respiro, aiutano il risveglio dell’energia spirituale latente, la Kundalini

Nella danza, dove sono chiamati Hasta, e costituiscono un linguaggio vero e proprio la cui funzione è di trasmettere un significato. Possono essere astratti, imitativi, realistici o simbolici. Accompagnati da movimenti del corpo ed espressioni del viso descrivono oggetti della natura, azioni, e perfino stati interiori come i sentimenti.

Attraverso il canto impareremo la sequenza dei 28 Hasta con una sola mano (Asamyukta -Hasta) e dei 24 Hasta che necessitano di entrambe le mani per assumere un senso (Samyukta-Hasta). Ogni Mudra avrà poi un canto per il propri significati (Viniyoga).

Gli incontri sono aperti a tutti, dal momento che attivare l’energia delle mani porta comunque benessere all’intero corpo, alla circolazione del sangue e alle articolazioni.
Come sempre propone l’India, si cercherà di integrare le mani, lo sguardo, la voce e l’espressione dell’anima, per vivere un’esperienza d’intensa completezza psico-fisica.

 

                                                            DANZARE PER CELEBRARE 

Bakti

Bakti

Le divinita’ indiane rappresentano le varie sfaccettature della nostra anima, per questo possiamo danzarle.

Durante lo stage daremo forma concreta ad uno slokam (inno) dedicato
al dio
Shiva Nataraja, Signore della danza

o al dio
Krishna e la sua bellezza luminosa

o alla dea
Durga e la sua energia guerriera

a discrezione dell’insegnante secondo il gruppo che si e’ creato.

 

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