Divinità

Divinità

                                                 LABORATORI DI MITOLOGIA ATTIVA  

Per loro stessa natura i Miti sono la porta dorata per accedere all’interiorità individuale e collettiva con tutta la sua complessità, le sue zone di luce e ombra, le sue elevazioni e le sue profondità.
La proposta del lavoro su un Mito Indiano prevede un’esperienza psico-fisica di tematiche umane, l’espressione di emozioni e sentimenti universali nonostante la specificità di un racconto che appartiene a una cultura “altra”.
L’Arte scenica tradizionale indiana si prefigge di tramandare attraverso la rappresentazione il patrimonio dei racconti legati agli dei e ai Miti che li riguardano. In questo modo, gli Archetipi vengono mantenuti vivi e presenti nella psiche collettiva senza distinzioni di casta o classe sociale attraverso una comunicazione non verbale, bensì gestuale e fisica. Il corpo è il narratore.

Ispirata dagli anni dedicati alla danza e dal contatto con maestri tradizionali dell’India, Monica Gallarate ha creato i Laboratori di Mitologia Attiva allo scopo di avvicinare i Miti Indiani dall’interno, attraverso la rappresentazione di emozioni e sentimenti che, pur inseriti in un immaginario diverso, restano universali e comuni all’intero genere umano. I Laboratori si propongono di esplorare i Sentimenti di base, Rasa, in modo creativo e personale utilizzando mudra (gesti), espressioni del viso e movimenti dell’intero corpo ispirati agli stili di teatro-danza Bharata Natyam, Kathakali e Mohini Attam.
Si rivolgono a studenti di danza indiana di qualsiasi livello, e a chiunque sia interessato a conoscere e sperimentare la vitalità tuttora presente nei racconti mitologici. Il Mito vissuto in modo concreto e creativo porta a una comprensione più ampia delle forze presenti nell’interiorità, del mondo psichico e della potenza ancora attuale degli Archetipi.

Per la rappresentazione attiva il Mito verrà introdotto nella sua interezza, poi lavorato scena per scena, focalizzando i personaggi e i sentimenti presenti di volta in volta prima di procedere alla drammatizzazione (fatta di gesti, danze, espressioni in libertà), durante la quale tutti lavoreranno sul tema nello stesso momento, guidati dall’immaginazione e dalla musica appositamente scelta per la rappresentazione delle diverse scene. Si procederà così di scena in scena.  Dopo una pausa di comunicazione e scambio, si riproporrà l’intero Mito senza più fermare il lavoro. Alcune scene prevedono un lavoro di gruppo, altre coinvolgeranno uno o più personaggi, scelti liberamente da chi vorrà rappresentarli. Infine, un momento conclusivo di confronto e condivisione, durante il quale scambiare i propri vissuti.

La numerazione dei Miti è puramente casuale, li elenco così come mi si sono presentati.Si può richiedere di lavorare su qualunque mito interessi.

1. IL FRULLAMENTO DELL’OCEANO DI LATTE

Il Frullamento dell'Oceano di latte

Un giorno dei e demoni cercarono l’Amrita, elisir d’immortalità, frullando  migliaia di stelle in formazione: l’oceano della Via Lattea.
Per l’imponente presenza di dèi, asura, meravigliose dee e creature magiche, il mito del Frullamento dell’Oceano Cosmico offre uno stimolante spunto di lavoro sulle potenzialità espressive di un racconto, e sullo studio dei Nava Rasa ( i 9 Sentimenti di base descritti dal Trattato di Arte Scenica Natya Shastra) che l’artista deve approfondire perché la danza rimanga comunicativa anche quando si offre allo sguardo di un pubblico culturalmente distante e ignaro della Mitologia.

2. IL DIO CHE DANZA E LA LEGGENDA DI TILLAI

Nataraja

Nataraja

Dedicato a Shiva, dio della  Trasformazione.

Entreremo in uno dei grandi Miti che lo riguardano:” La Leggenda di Tillai”, dove per la prima volta il dio si manifesta in Terra come Nataraja, Re dei Danzatori, recando in dono a tutti gli esseri Nadanta, la danza di liberazione dalle catene dell’Illusione.

3. IL CANTO DELLE GOPI

Krishna                                                                                   Krishna

Liberamente tratto dal libro 31 dello Srimad Bhagavatam.
Le Gopi, amiche del dio Krishna durante la sua giovinezza nel villaggio di Vrindavan, vivono per amore del Suo Amore noncuranti delle convenzioni sociali. Non praticano lo yoga, non studiano rituali né conoscono le Scritture, solo l’Amore.
Selvatiche e trasgressive, con temperamenti molto diversi l’una dall’altra, sono accomunate dal desiderio bruciante dell’unione con Krishna. Danno importanza solo a lui, l’Amato che porta nel loro cuore il profumo dell’Infinito.
Nella notte fuggono dalle loro case lasciando famiglia, mariti, figli addormentati per raggiungere Krishna nel bosco quando sentono il suono del suo flauto. Sarà una lunga notte colma di emozioni contrastanti fino al sospirato abbraccio.
Per il Laboratorio portare un telo nero ( un velo, una piccola stoffa) e uno colorato,
gonne ampie da indossare, e un piccolo dono a scelta per Krishna.

4. SATI LA PRIMA SPOSA

Sati

Sati

Shakti, la grande Dea, primordiale energia femminile, prese forma nel mondo creato con la missione di conquistare il cuore dell’ascetico dio Shiva. I Veggenti la riconobbero subito in Sati, figlia primogenita del Gran Sacerdote Daksha. Ma la feroce opposizione del padre al matrimonio con l’oscuro, selvatico dio provocherà una catena di eventi irreparabili.
La tragica unione con Sati rappresenta sicuramente il più drammatico fra i Miti di Shiva. Vi si trovano il conflitto fra potere e sentimento, l’amore irresistibile, la furia di Sati, e l’inconsolabile pena del dio, che attraverso la perdita della persona amata conoscerà il dolore, amara esperienza dei mortali.
Ma Shakti tornerà, perché la loro unione è scritta in cielo.

Preferibili abiti e teli gialli, arancio o rossi.

 

5. DEVI, DEA DI LUCI E OMBRE

Devi

Devi

Come Shakti di Shiva, Devi racchiude in sé la trasformazione, e le molteplici sfaccettature delle divinità femminili. Mutevole come la Natura stessa, può manifestarsi benevola e feroce, dolce e implacabile, radiosa e orrifica. Eternità e Tempo, dona la vita e la riprende.

Nel laboratorio vivremo insieme a Devi la ricchezza dei Rasa presenti nei Miti che la riguardano.

Portare 3 teli: uno verde, uno rosso e uno nero.

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